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3 luglio 2011

Gita in bicicletta? No se pol!

Foto tratta da www.sergetti.it
Sabato 2 luglio io e mio marito decidiamo di prendere la linea marittima di trasporto passeggeri, con il traghetto Delfino Verde, da Trieste a Muggia delle ore 11,20. Abbiamo un appuntamento dall’altra parte del golfo. Abbiamo due biciclette ed il bambino piccolo sul seggiolino.
Alla fermata sul molo dei Bersaglieri siamo in pochi, oltre alle nostre due, anche altre due biciclette. Puntuale arriva il traghetto ma non si ferma dove dovrebbe, va invece ad ormeggiare a metà della riva, verso l’acquario. Evidentemente un enorme yacht occupa anche il suo posto. Siamo dei passeggeri elastici e non incontriamo difficoltà a dirigerci verso la non dichiarata fermata. Tra il molo e la riva c’è una lunga transenna, per via dell’inaugurazione della nuova nave da crociera Costa Favolosa, che impedisce il passaggio. Siamo persone elastiche e capiamo che possiamo e dobbiamo spostarla per permetterci di passare, e così viene fatto dal primo della processione. Scendono i due addetti della Trieste Trasporti, polo bianca con stemma, posizionano il pontile, guardano gli utenti, le nostre 4 biciclette e si apprestano a svolgere il loro servizio. Salgono non più di 10 passeggeri a piedi, poi le due biciclette arrivate prima di noi e posiziono la ruota sul pontile ma quello con gli occhiali a pera a specchio, che non si toglierà mai, mi dice:
-Voi non potete salire.
-Perché? Sono appena salite altre biciclette?
-Mi spiace, solo due biciclette.
Penso al perché, pur avendoci visto, non ci hanno detto nulla prima ma dico solo:
-Mi scusi ma non è scritto da nessuna parte. Non sull’abbonamento che abbiamo, non sul cartello del molo, non sul sito internet, non sull’opuscolo degli orari. Vorrei parlare con il capitano, lui potrà valutare i rischi di far salire quattro biciclette. Ce ne stanno almeno 20 senza intralciare il passaggio. (Sul traghetto ci sono meno di 12 persone, mare piatto e nessun vento).
Risponde:
-Il capitano sono io.
-Bene, il suo nome?
-11,20.
-Come scusi? Non ho capito il suo nome.
-Capitano 11,20.
-Vorrei leggere il regolamento che ci vieta di salire, capitano 11,20.
-Chiami gli uffici.
-Mi scusi ma il prossimo traghetto è tra 3 ore, lei avrà il regolamento di bordo a bordo.
-La barca è nuova, non c’è il regolamento.
A questo punto il capannello di gente che si è formato sulla riva è altrettanto arrabbiato quanto noi e comincia a esprimere il dissenso provocato dalla mancanza di modo degli addetti e dalla negazione del servizio. (Certi mi hanno lasciato il nome ed il telefono spronandomi a fare una denuncia). Ho fatto notare il bimbo in lacrime ma il secondo addetto, a cui non ho avuto cuore di chiedere come si chiama, mi ha gridato dalla prua che era colpa mia se piangeva. Il dubbio mi è stato però subito dipanato dal piccolo interessato, il motivo era solamente non poter salire sulla barca.
Cito dalla carta dei servizi della Trieste Trasporti, a conoscenza del pubblico in quanto allegata agli orari con “Il Piccolo”: “Principi e obiettivi… -garanzia di pari trattamento fra le… diverse categorie/fasce di utenti”. I ciclisti credo rientrino in questa denominazione. Due genitori in bicicletta con bimbo in bicicletta devono separarsi e ritrovarsi oltre golfo dopo 1 ora (tanto c’è al minimo tra un trasporto e l’altro)? E per il capitan 11,20 cito: “Gestione dei reclami… i reclami anonimi non verranno presi in considerazione”.
Abbiamo preso il tram di Opicina caricando le due bici davanti (all’interno il regolamento è affisso e chiarisce che dalle 9 alle 11 viene montata anche una rastrelliera all’interno) ed abbiamo fatto un bellissimo giro sulla ciclabile verso il confine. Però questo non lo considero un happy end. O è solo perchè sono di Ferrara???

2 commenti:

Alessio ha detto...

in quanto marito e diretto interessato mi sento di commentare. Aimè purtroppo i triestini risultano spesso davvero odiosi (e io sono triestino!!!). Odiosi nel comportamento, nell'ottusità, nella maleducazione.
Sono sicuro che il capitan 11 e 20 si guarda allo specchio alla mattina (sempre con i raiban a specchio) convinto di avere sacrosanta ragione, senza la minima capacità gi giudizio e in palese torto non possedendo con se nemmeno una copia di quelle REGOLE alle quale si attiene così scrupolosamente!!!!
Magari cambirà. Se facciamo sempre sentire la nostra voce e non cediamo alle ingiustizie subite (e che costantemente subiamo!!!) forse cambierà (come cantava Battiato).
Comunque il Capitan 11 e 20 si vergogni!!!!!!

Dario G ha detto...

Ma undici è la lunghezza penica e venti il quoziente intellettivo? No perchè se così fosse, si capirebbe tutto... Mazza che brutta gente i triestini!